Santoreggia

tavola santoreggia   La Santoreggia, Satureia Hortensis, detta anche erba acciuga perché usata, al pari dell'origano, per aromatizzare la pasta di acciughe, ha goduto sin dall'antichità fama di afrodisiaco: il nome, dal termine latino satyrus, significa appunto erba del satiro, personaggio mitologico cui era attribuita dall'immaginazione degli antichi una sensualità precoce ed aggressiva.
In epoca moderna ebbe il suo periodo di splendore ai tempi di Luigi XIV, più noto come il re Sole, che pare ne apprezzasse tanto il gusto quanto le virtù.
La Santoreggia è un'erbacea annua, della famiglia delle labiate, alta 20-30 centimetri con rametti sottili, ascendenti e piccole foglie. I suoi fiori sono violetti, ed il suo odore aromatico è simile a quello del timo.
 
 

Le proprietà officinali della Santoreggia

 
Anticatarrale, antiputrefativo, antispasmodico, afrodisiaco, astringente, battrericida, carminativo, cicatrizzante, emmenagogo, espettorante, fungicida, stimolante, vermifugo.
 
La santoreggia ha buone proprietà cicatrizzanti, antisettiche e stimolanti ed è utilizzata nella pratica domestica per favorire la regressione di piccole ulcere della bocca e della gola e per purificare la pelle.
È molto usata, per il piacevole aroma, in gastronomia, liquoreria e profumeria, trovando largo impiego come agente ed aromatizzante in amari alcolici e vermouth.
 
 
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