Malva: la omnimorbia

tavola malva silvestris   La "Malva Silvestris" veniva usata fin dall'VIII secolo a.C. sia come ortaggio e sia come rimedio medicamentoso.
Venivano utilizzati i teneri germogli; Cicerone, che ne era molto ghiotto, ne faceva indigestione; Marziale la usava come cura riparatrice dopo un'orgia e, secondo Plinio, una pozione a base di succo di malva evitava malesseri per tutta la giornata.
I Pitagorici la consideravano pianta sacra col potere di liberare gli uomini dalla schiavitù delle passioni; Carlo Magno la volle come pianta decorativa nei suoi giardini imperiali.
Nel XVI secolo, in Italia era denominata omnimorbia: rimedio per tutti i mali.
La malva è una pianta erbacea alta da 20 a 70 cm, biennale, ma a volte annua, fusto in parte eretto, si divide a raggiera dal ceppo centrale, pubescente, con peli ruvidi; fiori di colore lilla, venati di rosa, calice a 5 lobi, calicetto a 3 foglioline strette, 5 petali bilobati all'apice, numerosi stimmi. Sapore scipito.
 

Le proprietà officinali

 
Calmante, emolliente, lassativo.
 
Molto semplicemente il medico scienziato fancese Jean Valnet suggerisce di usare la malva per qualsiasi tipo di infiammazione sia per uso interno ed esterno.
Come verdura contro la stipsi, infuso e decotto (anche in clisteri e semicupi) per stipsi, irritazioni della bocca, dello stomaco, dell'intestino e dei reni.
Il suo uso è anche consigliato in caso di tosse e catarro mentre lavaggi ed impacchi con l'infuso aggiunto all'acqua del bagno hanno un effetto emolliente e idratante, utilizzato come lozione per pelli arrossate e con couperose.
In cucina si impiegano della pianta i germogli, le foglioline, ma anche i fiori freschi, per preparare gustose insalate primaverili.
 
 
Per ulteriori informazioni vi consigliamo la seguente lettura sulle proprietà della malva e le sue caratteristiche.